A.K.S.I.
ASSOCIAZIONE DI KINESIOLOGIA SPECIALIZZATA ITALIANA
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6 GENNAIO 2006
TERAPIE SENZA LEGGE
di Elio Rossi "La Repubblica"


16 LUGLIO 2005
COMUNICATO STAMPA DEL COLAP


14 LUGLIO 2005
INCONTRO A FIRENZE TRA REGIONE TOSCANA E ASSOCIAZIONI DELLE DISCIPLINE BIONATURALI



LE MEDICINE NONCONVENZIONALI NON SONO SOGGETTE ALL'OBBLIGO DI AUTORIZZAZIONE SANITARIA


6 MAGGIO 2004
SUCCESSO DEL CONVEGNO COLAP


LE ARTI PER LA SALUTE E LE PROFESSIONI PER IL BENESSERE E LA QUALITÀ DELLA VITA
PER IL RICONOSCIMENTO DI UN NUOVO SETTORE E DELLE SUE ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI


I DUBBI DELLA REGIONE LOMBARDIA



"ARMONIA" FESTIVAL DI PROPOSTE PER IL BENESSERE
Castello di Belgioioso (PV)
29 maggio – 2 giugno 2004


LA IAS, INTERASSOCIAZIONE ARTI PER LA SALUTE AUMENTA IL NUMERO DI SOCI


IL GOVERNO RICORRE ALLA CONSULTA CONTRO LA LEGGE REGIONALE DEL PIEMONTE
una comunicazione del 18/8/2004

Comunicato stampa del COLAP



TERAPIE SENZA LEGGE
di Elio Rossi *
tratto "La Repubblica" 6 Gennaio 2006

Molte ombre e poche luci nel bilancio 2005 del cammino delle Medicine non convenzionali (e/o complementari) verso il riconoscimento legislativo e una piena integrazione nel sistema di salute. La legge di regolamentazione delle MnC attesa da almeno 3 legislature, neanche questa volta ha concluso il proprio iter parlamentare. Il testo unico, presentato nel maggio 2003, era stato elaborato dopo un ampio numero di audizioni con tutte le realtà coinvolte dal provvedimento legislativo. Quel testo ha subìto in seguito numerosi cambiamenti che hanno condotto alla stesura di un nuovo Testo Unico, depositato alla Camera all'inizio di quest'anno. Nonostante l'impegno del relatore Lucchese, l'accordo di massima di maggioranza e opposizione e il consenso di gran parte degli interessati, la fine di questa legislatura non vedrà l'approvazione della legge. Non solo, appare ormai irrealistica anche la possibilità dell'approvazione
del testo sulle MnC almeno in un ramo del Parlamento, che consentirebbe di ripartire la prossima legislatura avendo compiuto almeno la metà del percorso.
Uguale sorte sembra destinata alla proposta di legge sul comparto erboristico, in attesa del voto di approvazione del Senato per poi tornare alla Camera, che difficilmente potrà essere licenziata entro la fine della legislatura.
Un'altra ombra è rappresentata dal documento approvato dal Comitato Nazionale per la Bioetica contro le medicine definite impropriamente "alternative", nonostante il grande impegno, disatteso, del "Comitato di consenso e coordinamento delle MnC" in Italia di avviare un percorso condiviso. Il documento
dichiara, fra le altre cose, che i bambini non andrebbero curati con l'omeopatia, un'affermazione che ha creato un allarme, pericoloso e assolutamente ingiustificato, nelle migliaia di famiglie che hanno compiuto questa scelta per i propri figli.
Ugualmente enfatizzata, al punto da far pensare a una vera e propria campagna denigratoria, la pubblicazione, a fine agosto, sull'autorevole rivista Lancet di un articolo secondo cui l'efficacia clinica dell'omeopatia sarebbe equivalente all'effetto di un placebo. Il tono perentorio dell'editoriale, che celebrava (prematuramente) la "fine dell'omeopatia", si rivelava in seguito del tutto non motivato dalle conclusioni di una metanalisi che, su 110 studi esaminati, ne aveva scartati il 93 per cento, selezionandone arbitrariamente solo 8, dei quali ben 5 a favore dell'efficacia dell'omeopatia. Nello stesso periodo è stato lanciato un allarme dai produttori di medicinali omeopatici e antroposofici, preoccupati per i contenuti della bozza preliminare
del decreto di recepimento della Direttiva 2001/83/CE proposta dal ministero della Salute e giudicata ingiustificatamente restrittiva, con grave pregiudizio della libertà di scelta terapeutica. La creazione di un tavolo congiunto, per fortuna, sembra avere posto le premesse per una revisione concordata della bozza del documento. Una novità positiva arriva invece dalle Regioni che, in numero crescente, stanno svolgendo un ruolo molto attivo in questo settore. La Toscana in particolare, con il nuovo Piano Sanitario Regionale 2005/2007, ha sancito l'integrazione definitiva nel Servizio Sanitario Regionale di agopuntura, fitoterapia e omeopatia, le MnC più diffuse fra la popolazione e per le quali si considera raggiunto un sufficiente livello di dimostrazione di efficacia. Qualificate come medicine complementari, tali terapie sono state inserite nei Livelli essenziali di assistenza regionali e potranno essere erogate nelle strutture sanitarie pubbliche della Regione (più di 50) dopo il pagamento di un ticket, equivalente a quello previsto per le altre prestazioni specialistiche.
In un recente incontro tra le Regioni promosso dalla Campania, molto attiva nel processo di integrazione, è stata proposta la creazione di un tavolo interregionale per coordinare le iniziative sulle MnC.

* Ambulatorio Omeopatia Ausl 2, Lucca

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16 LUGLIO 2005
COMUNICATO STAMPA DEL COLAP

Si è riunito il Comitato Esecutivo del Colap aperto ai Presidenti delle associazioni aderenti, in considerazione dell’importanza dei temi all’ordine del giorno.

Il Comitato ha deliberato su tre questioni importanti:

Lo schema di decreto Legge La Loggia:
Il Colap non condivide la proposta La Loggia in quanto:

1. Con la dizione “attività tipiche” presente nell’articolo 2 comma 4 di fatto estende l’esclusiva professionale ad ogni attività esercitata da un iscritto ad un Ordine (attualmente le materie esclusive sono chiaramente delimitate da leggi) con buona pace dei giuristi di impresa, dei consulenti tributari, dei mediatori familiari, degli esperti di counseling, etc, cioè di oltre 3.000.000 di professionisti, che all’improvviso vengono messi fuori legge, privati della possibilità di lavorare, le loro famiglie private della fonte di reddito! Con tale formulazione il Governo insiste nel tentativo subdolo di ampliamento delle riserve professionali a danno dei professionisti associativi, dimostrando nessun rispetto per l’Istituzione Parlamento che sull’argomento si è già espressa con il voto unanime della Commissione Bilancio del Senato lo scorso maggio, in occasione della conversione in legge del Decreto Legge sulla competitività.

2. Conferma il riconoscimento a livello nazionale per le professioni ordinistiche ed istituisce un riconoscimento solo regionale per quelle associative, rafforzando enormemente il potere delle corporazioni che diverranno l’unico interlocutore abilitato a partecipare ai tavoli tecnici europei, e istituzionalizzando due livelli di professioni, al di fuori di ogni logica di valori.

3. Impedisce ai professionisti non ordinisti di essere riconosciuti a livello europeo negando loro la possibilità di utilizzare le qualifiche professionali acquisite in Italia.

4. Riduce la competitività dei professionisti frammentando a livello regionale le associazioni che sono fonte di professionalità e garanzia del livello dell’attività professionale.

5. Riduce notevolmente le forme di garanzia verso gli utenti.

Il Colap ritiene che lo schema di decreto predisposto dall’On. La loggia sia una polpetta avvelenata sia per le Regioni che per le Associazioni, che il suo percorso debba essere sospeso al fine di definire il ruolo di Stato e Regioni in ambito professioni e che in, ogni caso, debba essere profondamente rivisto eliminando almeno all’articolo 2 comma 4 l’espressione attività tipiche, e sostituendola con attività riservate ed inserendo all’articolo 1 comma 3 la previsione che “la potestà legislativa regionale si esercita sulle Associazioni territoriali parte di organismi nazionali registrate presso il dipartimento delle associazioni professionali presso Presidente del Consiglio dei Ministri che si avvale del ruolo consuntivo CNEL”.

“L’Atto camera 1048 - Proposta Unificata”
Il Colap ha sempre condiviso ed appoggiato il disegno di legge in oggetto. Rileva però che la sua ultima formulazione, per la quale i soggetti abilitati al rilascio degli attestati di competenza del professionista, oltre che le libere associazioni professionali, così come previsto dalla normativa europea (92/51), siano anche gli organismi certificatori, vada modificata.

Infatti l’attestato di competenza certifica le conoscenze e le competenze del professionista, competenze e conoscenza che l’associazione predefinisce e certifica attraverso un determinato processo (esami, corsi, pratica etc). E’ invece inconguo affidare questo compito agli enti che certificano procedure.

Pertanto andrebbero eliminati:

l’ultima parte del comma 1 art. 2
il secondo capoverso del comma 2 dell’art.2, insieme alla seconda parte del comma 3 dello stesso articolo
tutti i riferimenti che danno potere agli organismi certificatori di rilasciare attestati di competenza.

Il disegno di legge sulla manipolazione mentale
Il Colap ha valutato assai negativamente il disegno di legge 1777 che, reintroducendo il reato di plagio, per di più con formulazioni ancor più vaghe, di fatto mina la possibilità di lavoro molti operatori professionisti della medicina alternativa e di servizi sociali.

Il Colap metterà in campo iniziative per bloccare questo disegno di Legge.

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14 LUGLIO 2005
INCONTRO A FIRENZE TRA REGIONE TOSCANA E ASSOCIAZIONI DELLE DISCIPLINE BIONATURALI

Il 14 Luglio si è svolto a Firenze un incontro tra il responsabile delegato della Regione Gioacchino Allasia e le associazioni delle discipline Bionaturali. Siamo stati presenti a questo primo incontro informale per capire i tempi d'attuazione della legge regionale approvata e farci meglio conoscere come operatori in regione.

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presente a questo incontro organizzato dal Assessore Cosolini. Maurizio Battistella, delegato dell'AKSI.

Preseze quasi nulle, e interessante invece l'aggiornamento dell'Assessore riguardo l'iscrizione delle associazioni nazionali al Registro previsto della nuova legge. E' previsto un'altro incontro per la fine di giugno cui saremo presenti.

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IL GOVERNO RICORRE ALLA CONSULTA CONTRO LA LEGGE REGIONALE DEL PIEMONTE
Come era stato previsto da alcuni consiglieri regionali della Regione Lombardia mesi fa, il Governo ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge del Piemonte in quanto il testo, come quello della precedente legge, secondo il Governo, fa riferimento a istituzione di professioni che possono essere regolamentate soltanto per legge nazionale. Rimaniamo in attesa delle decisioni della Consulta.

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Giunta provinciale di Trento e MNC comunicato nr. 191 del 30.01.04
Da una corrispondenza di Monica Zucchini

LE MEDICINE NONCONVENZIONALI NON SONO SOGGETTE ALL'OBBLIGO DI AUTORIZZAZIONE SANITARIA


Le medicine e le pratiche non convenzionali non sono soggette all'obbligo di autorizzazione sanitaria secondo le procedure disciplinate dal decreto legislativo 502/92. Lo stabilisce una delibera che la Giunta provinciale di Trento ha approvato stamani su proposta dell'assessore alla sanità, Remo Andreolli.
Dell'argomento l'esecutivo si è occupato in considerazione del crescente ricorso – da parte della popolazione come pure della classe medica – a medicinali e pratiche come l'omeopatia, la medicina atroposofica, la medicina tradizionale cinese, l'agopuntura, per citarne alcune.
L'esercizio di tali pratiche in strutture, secondo la Giunta, non deve però essere autorizzato, e questo per una serie di motivazioni (ad esempio tali medicine e pratiche non sono "concesse" dal Servizio sanitario nazionale il cui regime di offerta sanitaria è attualmente basato sui livelli essenziali di assistenza).
La delibera aggiunge comunque che "Qualora tra le prestazioni erogate siano contemplati trattamenti invasivi – eseguiti cioè con le tecniche di natura chirurgica o comunque con interventi sottocutanei – i titolari delle strutture in cui avviene l'esercizio delle medicine pratiche non convenzionali sono tenuti a richiedere l'attestazione di idoneità igienico-sanitaria della struttura all'Azienda provinciale per i servizi sanitari".



L'On. Lucchese riparte.

In un articolo sulla "Repubblica" di sabato scorso l'On. Lucchese dichiara l'intenzione di ripartire con l'iter della sua proposta di Legge.

Testo aggiornato della Legge Lucchese

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6 MAGGIO 2004
Successo del convegno Colap

Grande successo della manifestazione organizzata dalle libere Associazioni professionali COLAP tenutasi a Roma il 5/6 maggio scorso.
Successo per il numero dei partecipanti , per la qualità dei relatori intervenuti e per l’importanza degli interventi effettuati.
Solo il giorno 5 maggio si sono contati 1800 partecipanti,l’area sociale sanitaria, da sola, ne ha contati il pomeriggio oltre 1000.
Il coordinatore nazionale Lupoi ha espresso il suo parere chiarendo ai presenti la situazione sulle Libere Associazioni Professionali che da tempo aspettano dallo Stato il tanto sperato riconoscimento.Ha chiesto inoltre forza e determinazione per l’approvazione di una legge che faccia giustizia di un settore costituito da circa 3.000.000 di professionisti che nel tempo si sono conquistati un mercato nuovo producendo un’importante ricchezza per il paese.
Molti sono stati gli interventi e degli “addetti ai lavori “ e dei politici.

Pizzicando una frase qua e la,
Segnalo in primis quella di Pizzati ,consulente Assessorato alla Salute (Friuli),
una riflessione per i nostri soci…
“A che serve venire alle assemblee?”a Far decollare i progetti!!!”

Altri spizzichi:
Fucillo , giornalista:
“Ci crediamo, lavoriamo, ci divertiamo…”
Dario Chiriacò, Presidente dell’Ordine dei Medici di Rieti:
“La fetta dei medici a favore della normativa del benessere è più grande di quanto si pensi…”L’obiettivo è chiarire all’utente le varie posizioni:mondo sanitario,mondo delle medicine non convenzionali terapeutiche, mondo del benessere non medico”
Carla Guidi,assessore Regione Toscana:
“Le regioni non possono riconoscere le professioni,ma possono riconoscere le associazioni e regolamentarle.
Le regioni assumano un atteggiamento prudente nella fiducia e nella speranza di una normativa dello Stato”
Francesco Paolo Lucchese, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, relatore della legge che tanto ci sta a cuore presso la Commissione governativa preposta:
“La legge è nel calendario di giugno ,verranno esaminati gli emendamenti(500) in un mese e mezzo”
“L’ordinistica può essere anche per le Associazioni, con regole che lo Stato ci deve dare.”
Intervento importante per la nostra Area, questo:l’onorevole Lucchese si è reso disponibile a rivedere la sua proposta di legge nel senso da noi richiesto.
Il confronto con le forze politiche ha visto ai microfoni anche: Francesco Rutelli, Piero Fassino, Stefano Zappalà, tutti rivolti ,e ci auguriamo non solo a parole, ma anche nei fatti,al riconoscere come distinte ,autonome e benvenute,le nuove professioni .
Un ringraziamento speciale va porto a Giuseppe Montanini, presidente della IAS e coordinatore dell’AreaSocialeSanitaria del Colap.
Lontano da protagonismi personali e interessi di parte, si è adoperato per la buona riuscita della manifestazione sia nei momenti organizzativi che nei tempi del convegno,con vero altruismo e spirito associativo nei confronti e delle Associazioni dell’Area Sociale Sanitaria e di tutte le altre aderenti al Colap.

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MAGGIO 2004

LE ARTI PER LA SALUTE E LE PROFESSIONI PER IL BENESSERE E LA QUALITÀ DELLA VITA
PER IL RICONOSCIMENTO DI UN NUOVO SETTORE E DELLE SUE ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI

Le professioni per il benessere e la migliore qualità della vita, sono professioni “nuove” che soddisfano nei modi più vari l’esigenza forte e chiara degli esseri umani di questo tempo di vivere in una situazione di benessere.
Il loro successo ed affermazione nasce proprio dalla realtà e ricchezza del bisogno umano di benessere, che richiede approcci diversi ed articolati.
Gli approcci non sono sanitari, non pongono l’attenzione sulla cura delle malattie, né osservano le patologie. L’opera di questi professionisti, affiancabile ad un lavoro medico terapeutico, in caso di malattie, non è mai sostitutivo di queste, e deve essere considerata in modo distinto ed autonomo.
Fino ad oggi si è stentato a comprendere che esiste un amplissimo settore professionale che è fuori dal campo sanitario e che opera sull’ampio ventaglio dell’espressione globale della persona.
La richiesta di mercato per questi servizi, in questi ultimi anni è aumentata in modo esponenziale e ha registrato e registra un continuo aumento di fatturato che pone le professioni per il benessere come uno dei settori economici in maggior espansione.
Le professioni per il benessere e la migliore qualità della vita, nate, sviluppate, strutturate, organizzate in associazioni nazionali e affermate nella società, in modo assolutamente spontaneo ed autonomo, senza alcun intervento dello Stato, hanno significato e significano nuove possibilità di lavoro e risposte adeguate ai bisogni delle persone, senza alcun onere per lo Stato.
Ma, a livello istituzionale, le professioni per il benessere e la qualità della vita stanno “scontando” proprio la loro “novità” e il loro non essere inquadrabili tra le professioni esistenti. Quello che a livello sociale è il maggior motivo del loro successo diventa, a livello istituzionale, un handicap e le istituzioni hanno, come spesso accade, difficoltà ad accettare e riconoscere la novità e una “strutturazione” già avvenuta ed affermatasi in Italia ed in Europa.
La società ha già accettato e riconosciuto queste professioni, ha consentito loro di vivere e di espandersi, ne ha accettato e riconosciuto come valida la formazione, l’ambito operativo e l’organizzazione associativa: da più di trent’anni, in Italia tutto questo esiste ed opera.

Le Associazioni nazionali dei professionisti e delle scuole di formazione in Shiatsu – Biopranoterapia - Reflessologia del piede e della mano – Naturopatia - Kinesiologia Specializzata – Yoga - Tai Chi Chuan - Biodinamica Cranio Sacrale - Floriterapia, riunite della I.A.S. Interassociazione delle Arti per la Salute, chiedono che tutto questo venga “visto”:

che si prenda atto di una realtà importante economicamente e socialmente, già sviluppata ed organizzata , abituata a confrontarsi con il mercato ed a vincere solo grazie alla sua qualità,
chiedono che le istituzioni “vedano” l’importanza di queste professioni nuove che non hanno avuto bisogno di aiuti economici per nascere, perchè nate dall’entusiasmo dei suoi professionisti e dalla reale domanda del mercato e che oggi rappresentano per i giovani importanti nuove possibilità di lavoro e per moltissimi uomini e donne di qualsiasi età, una possibile alternativa ad un lavoro non soddisfacente o alla mancanza di lavoro. Le attuali modalità di formazione facilitano queste reali e nuove possibilità lavorative;
chiedono che le istituzioni “vedano” che il loro successo e la loro capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini, nascono dalla loro grande elasticità, dalla loro possibilità di adeguarsi rapidamente, con continui aggiornamenti, alle molteplici e nuove richieste di benessere;.
chiedono che le istituzioni “vedano” che la formazione di questi professionisti è necessariamente diversa, particolare, non solo accademica, ma pratica, artigianale e raffinata, basata soprattutto su un costante lavoro di ricerca e di miglioramento personale. Formazione per questo individuale, che si avvale dell’ampiezza delle proposte formative delle varie scuole, pur nell’ambito degli standard formativi obbligatori, fissati dalle associazioni di categoria;
chiedono che qualsiasi regolamentazione parta dalla presa d’atto della loro esistenza e della validità dell’attuale struttura organizzativa, che ne ha determinato il successo;
chiedono che le istituzioni si rendano conto che le attuali strutture legislative sono state pensate per altre professioni, con caratteristiche molto diverse e non si adattano a questo nuovo mondo professionale. Il loro utilizzo, in sede di regolamentazione ne determinerebbero lo snaturamento, facendogli perdere proprio quelle caratteristiche che ne hanno determinato il successo;
chiedono che le istituzioni “vedano” che qualsiasi regolamentazione dovrà quindi essere “leggera”, senza strutture burocratiche che “ingessino” e blocchino il naturale e indispensabile evolversi di queste professioni, che sono vive ed in continuo movimento di approfondimento;
chiedono che le istituzioni difendano il patrimonio sociale e culturale di queste nuove professioni, che non richiedono aiuti finanziari o ambiti di esclusiva, ma chiedono solo di essere protette contro chi, visto il loro successo e la loro affermazione, oggi preme perché siano attribuite in esclusiva a professioni già esistenti, anche se attualmente non sono ricomprese nel loro profilo professionale e nel loro iter formativo.
Le professioni per il benessere e la qualità della vita, riunite nella I.A.S. chiedono di essere regolamentate in un nuovo settore, riconoscendo alle loro associazioni professionali la facoltà di certificare la qualità dei propri associati, e di stabilire gli iter formativi necessari e a tutela dell’utenza e degli attuali e futuri professionisti.

Tratto da:"documento dell'Interassociazione arti per La salute per il riconoscimento di un nuovo settore e delle sue associazioni"
presentazione convegno colap 2004 Roma

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I DUBBI DELLA REGIONE LOMBARDIA

E'stata approvata la nuova Legge sulle discipline bionaturali della Regione Piemonte . Alcuni Consiglieri Regionali della Regione Lombardia hanno espresso dubbi che la legge piemontese possa avere il parere positivo della Consulta. Il motivo sta nel fatto che é la stessa Commissione per la verifica legale dei testi legislativi della Regione a bloccare in Lombardia l'iter dell'approvazione della medesima legge piemontese in quanto interessa una materia da essere regolamentata, secondo la Commissione, prima che a livello regionale dal Parlamento nazionale.

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La diffusione e il grande apprezzamento delle Arti per la salute sono la riprova della valutazione positiva circa la loro "efficacia" e soprattutto della non nocività di queste tecniche in quanto basate su metodi assolutamente naturali, non invasivi e che non trovano praticamente controindicazioni.

Come districarsi però in una scelta così ampia e allettante? Quali sono i criteri da individuare per porre rimedio al proprio malessere o semplicemente per arricchire le proprie energie e scoprire risorse inaspettate? Come tutelarsi da ciò che è fasullo o semplicemente inefficace?

Da queste domande è nata l’idea di organizzare una manifestazione che si è posta l’obiettivo di offrire un panorama di quelle che possiamo chiamare arti per il benessere, attraverso una accurata selezione di scuole, istituti, centri, associazioni e operatori che di queste arti ne hanno fatto oggetto di studio e di mestiere.

Convegno al Festival Armonia
"Caratteristiche, diffusione e regolamentazione delle Arti per la Salute"
Domenica 30 maggio 2004
Moderatore: Douglas Gattini, Federazione Italiana Shiatsu

hanno partecipato:

Germana Fruttarolo
Associazione Italiana Biodinamica Craniosacrale

Mario Luvié, AIFEP Bioterapeuti Europei

Biagio Franco
Federazione Italiana Reflessologia del Piede

Carlo Lopez
International Thai Chi Chuan Association

Fabio Zagato
Federazione Nazionale Scuole di Shiatsu

Lisetta Landoni
Federazione Kriya Yoga

Giovanni Baccarani
Associazione Italiana Watsu e Bodywork acquatico

Giulia Gerloni
Associazione Kinesiologia Specializzata Italiana

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LA IAS, INTERASSOCIAZIONE ARTI PER LA SALUTE AUMENTA IL NUMERO DI SOCI

la IAS passa da 8 a 11 associazioni, diventando la più grande ed importante interassociazione delle arti per la salute ed il benessere a livello europeo. Vedi www.ias-artiperlasalute.it

Ecco le nuove associazioni che entrano a fare parte della IAS:

AIBIC, Associazione Italiana Biodinamica Craniosacrale

RIF, Registro Italiano Floriterapia

ITCCA, International Tai Chi Chuan Association

Associazioni in attesa di far parte della IAS

FIF, federazione Italiana Feldenkrais

AIWaBA, Associazione Italiana Watsu e Bodyworkacquatico
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