A.K.S.I.
ASSOCIAZIONE DI KINESIOLOGIA SPECIALIZZATA ITALIANA
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LE BIODISCIPLINE,
Professioni del benessere
Una nuova frontiera per la sanità

Il settore del benessere, opportunamente messo a norma, può essere valido complemento per la realizzazione della prospettiva nella quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità pone il concetto di salute:” Stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto assenza di malattia o infermità.”
In questa vasta accezione,discipline come la Kinesiologia Energetica Educativa, Yoga, Tai-Qi, Shiatsu, Wastu ,tanto per citarne alcune tra le più conosciute, hanno dimostrato, negli ultimi 25 anni, di saper conquistare la fiducia dei cittadini.
Negli ultimi anni, in tutta Europa, abbiamo assistito ad un moltiplicarsi di proposte normative, spesso queste proposte confondevano le medicine non convenzionali (indicate nel convegno di Terni del maggio 2002 dalla Fnomceo quali: omotossicologia, medicina antroposofica, medicina tradizionale cinese, omeopatia, fitoterapia, chiropratica, osteopatia, agopuntura) con tutte le altre discipline del benessere
Questo ha ritardato la chiarezza nelle proposte legislative, ingenerando allarmismi in campo sanitario, dovuti a confusioni di responsabilità che deriverebbero da una lecitazione generica e generale alla cura, questa deve essere, invece, di assoluta competenza medica.
Le biodiscipline si caratterizzano come quelle che operano per il benessere senza alcuna esplicita finalità di cura delle patologie.
La ricerca del benessere si esprime come fenomeno sociale che si espande nel libero patto tra cittadini e praticanti delle biodiscipline.
Questo fenomeno va a costruire un comportamento di salute indipendentemente dalla gratuità del servizio offerto, dall’efficacia nella remissione dei sintomi, dalla garanzia di cura delle patologie.
La libertà di scelta dei metodi per conseguire, riconquistare, conservare lo stato di salute, ha determinato un fenomeno che non può essere limitato alla semplice elencazione di prestazioni e ai sistemi di verifica di validità tipicamente scientifica, ma si espande alla creazione di modi , di ambienti, addirittura di linguaggi extrasanitari di crescente presa sulla popolazione al di là della classificazione di censo e di cultura.
Si fa strada l’idea che il pensiero rivolto alla serenità rinforzi e dia possibilità di
salute.
Riportiamo un estratto dal Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali dell’O.M.S (1966)
Dopo aver dichiarato:“il diritto di ogni individuo a godere delle migliori condizioni di salute fisica e mentale che sia in grado di conseguire (art.12) arriva ad affermare che ”Il diritto alla salute di un individuo non dipende esclusivamente o essenzialmente dall’organizzazione dei servizi sanitari nazionali”
Quando si sia definitivamente superata l’idea di alternatività tra la sanità e il non convenzionale, risulta subito chiaro che la complementarietà può portare diversi benefici, ne elenchiamo i più evidenti:

  • La necessità di arrestare il trend di crescita della spesa sanitaria.
  • Contenere l’abuso dei ricorsi all’ospedalizzazione che sottopone le strutture
    ad uno stress tale da mettere a rischio qualità e del lavoro e del servizio.
  • Diminuire l’indiscriminato ricorso ai farmaci, perché l’abuso ne indebolisce
    l’efficacia.
  • Sostenere l’obiettivo,dato l’allungamento della vita media,di una vita
    mantenuta in salute.
  • Il miglioramento dell’autonomia del singolo crea una psicologia della salute
    positiva anziché di guerra alla malattia.

Per voi dal convegno di Trieste 27 marzo 2004 ”Benessere produce salute”
Giulia Gerloni
Presidente A.K.S.I

 

 

 

 

 

 

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